Rapporto annuale sulla sicurezza stradale

Nel 2010, l’Unione Europea aveva rinnovato l’impegno a migliorare la sicurezza stradale fissando l’obiettivo di ridurre del 50% il numero delle vittime della strada entro il 2020.
Ora, il nuovo obiettivo annunciato dalla Commissione Europea lo scorso maggio, è quello di dimezzare gli incidenti rispetto ai livelli del 2020 entro il 2030.

Nel 2017, ben 25.250 persone hanno perso la vita sulle strade dell’UE, e, sebbene il dato risulti essere positivo in quanto ridotto del 2% rispetto al 2016, il numero degli incidenti stradali con vittime è diminuito soltanto del 3% negli ultimi quattro anni.

Dai dati monitorati dal PIN, che misura le prestazioni di sicurezza stradale, è emerso che i risultati migliori sono stati conseguiti dall’Estonia con una diminuzione del 32% di decessi per incidenti stradali del 32%, seguita da Lussemburgo con il 22%, Norvegia con il 21% e Slovenia con il 20%.

Ad oggi, pur avendo ottenuto progressi in termini percentuali annuali sul lungo periodo, essi non sono ancora sufficienti per raggiungere l’obiettivo del 2020. Infatti, per essere in linea con quanto stabilito nel 2010, l’UE dovrebbe ridurre il numero delle vittime della strada del 14,5% ogni anno da qui al 2020, e ciò è altamente improbabile. Sono necessari una forte volontà politica e misure urgenti in tutti i Paesi membri dell’UE per colmare questo divario.

Come accennato sopra, lo scorso maggio la Commissione Europea ha pubblicato un piano d’azione strategico sulla sicurezza stradale che include un nuovo obiettivo a lungo termine per dimezzare gli incidenti entro il 2030 e ridurre le lesioni gravi. Questo piano strategico si inserisce all’interno di un ampio pacchetto di proposte noto come “Terzo pacchetto di mobilità”, che include nuovi standard di sicurezza per i veicoli, l’aggiornamento delle norme sulla gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali e una strategia per la guida automatizzata.

La previsione è che adottando questi standard, gli automobilisti potrebbero da soli, prevenire oltre 2000 decessi sulle strade ogni anno da qui al 2030. Ora spetta dunque agli Stati membri dell’UE e al Parlamento Europeo dare il proprio sostegno ai piani e non cedere alle pressioni dei produttori di automobili, che stanno tentando di indebolire parti della proposta di sicurezza o opporsi al pacchetto.

Conto Nazionale delle Infrastrutture e dei Trasporti

E’ disponibile la nuova edizione del Conto Nazionale delle Infrastrutture e dei Trasporti (CNIT), relativo al 2016-2017.

Le statistiche diffuse con il CNIT rappresentano un patrimonio informativo strategico per programmare e raggiungere diversi obiettivi e mettono in rilievo il consolidamento della ripresa economica, che sta caratterizzando anche i settori dei trasporti e delle costruzioni, motori e volani di sviluppo dell’Italia e della UE.

Positivo l’andamento del valore aggiunto dell’industria di fabbricazione dei mezzi di trasporto, cresciuto del 6,8% nel 2017, con un incremento del 18,9% nell’ultimo quadriennio, che rappresenta circa l’1,5% del valore aggiunto dell’intera economia.

In crescita anche il comparto dei servizi di trasporto che assorbe circa il 5% del valore aggiunto dell’intera economia.

Il traffico merci interno evidenzia una crescita del 2,9% rispetto all’anno precedente, confermando l’assoluta prevalenza del trasporto su strada, che assorbe il 50,6% delle tonnellate-km di merce complessivamente trasportate.

Passando ai dati di flusso sul trasporto interno di passeggeri, l’anno 2017 ha portato ad un ulteriore incremento, con circa 970 miliardi di passeggeri/km rispetto all’anno precedente.

Un altro argomento rilevante nel campo dei trasporti riguarda il mercato dell’auto nuova e usata, in cui si osserva un andamento in ascesa, con una crescita nel 2017 dell’’8% circa per le immatricolazioni, a fronte di un lieve calo – del 3% circa – per i passaggi di proprietà.

Per quanto riguarda la mobilità, in aumento quella “dolce” (spostamenti a piedi o in bicicletta +1,6 milioni), così come gli spostamenti con i mezzi pubblici urbani (+741mila).

Battuta d’arresto per il mercato auto a giugno

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha rilevato un calo delle immatricolazioni del -7,3% nel mese di giugno rispetto allo stesso mese del 2017.

Negli ultimi tre giorni lavorativi di giugno sono state targate 78.290 autovetture, pari a circa il 45% del totale delle nuove immatricolazioni del mese, mentre le auto-immatricolazioni di case e concessionari, secondo le stime Dataforce, sono state di poco superiori al 16%.

Nel mese appena trascorso le immatricolazioni del canale privati sono calate lievemente del -0,4% mentre a livello cumulato gen-giu 2018 la flessione è del -5,2%.

Federauto – Federazione Italiana Concessionari Auto – organizzazione aderente a Confcommercio Imprese per l’Italia, riunisce in Italia tutte le Associazioni di marca nazionali ed estere e i Sindacati territoriali dei Concessionari di autovetture, veicoli commerciali, veicoli industriali e autobus, rappresentando gli interessi generali dei Concessionari italiani nei confronti del Governo italiano, del Parlamento, della Commissione Europea e delle organizzazioni dei Costruttori di autoveicoli. La Federazione racchiude al suo interno anche la divisione dei Concessionari di Veicoli Commerciali e Industriali: Federauto Trucks.

Secondo il Presidente di Federauto, il mese di giugno è stato condizionato da un generale calo del traffico dei clienti nei saloni, dal momento che le interessanti iniziative promozionali per lo smaltimento degli stock hanno solamente consentito di contenere la flessione della domanda dei privati, ma le perdite ben superiori registrate nei canali società e noleggio hanno di fatto portato la chiusura del mese in territorio negativo.

Il calo delle immatricolazioni di autovetture alimentate a gasolio invece pone una riflessione sugli sviluppi futuri di transizione verso la mobilità del futuro e su come essa debba essere accompagnata e guidata senza trasformarsi in fattore di destabilizzazione anche per le imprese concessionarie e per l’indotto.

AsConAuto: dritte per l’acquisto di veicoli usati

Il vicepresidente dell’Associazione Consorzi Concessionari Auto, Giorgio Boiani ha dichiarato che secondo alcuni studi, un’auto su due del mercato dell’usato presenta alterazioni nel chilometraggio.

Per questa ragione, occorre un quadro normativo più definito che sia di riferimento per tutti e che porti ordine e chiarezza, aiutando i consumatori ad orientarsi. Il rischio, in caso di mancato intervento, è quello che il mercato dell’usato finisca nelle mani dei singoli privati, con ricadute economiche e sociali notevoli per il settore.

AsConAuto-Associazione Nazionale Consorzi Concessionari Auto è stata fondata nel 2001, per iniziativa di alcuni imprenditori innovativi del settore Automotive, con l’obiettivo di potenziare l’offerta di ricambi originali a costi contenuti, grazie a un processo di ottimizzazione delle risorse e a un efficiente servizio di distribuzione a officine e carrozzerie.

AsConAuto comprende 21 Consorzi, 917 Concessionari Auto con 1.622 sedi operative, 88 marchi rappresentati, 19.605 autoriparatori dislocati in 75 Province e 16 Regioni. Questi dati mostrano le capacità dell’Associazione di costituire  una sorta di snodo centrale dei rapporti imprenditoriali tra chi vende automobili e chi si prende cura della vettura nella fase post-vendita, come officine, elettrauto e carrozzieri.

Secondo i numeri presentati a Roma presso la sede di ACI nel convegno “La Capitale Automobile – Usato & Classic”, organizzato da Fleet&Mobility, il 65% degli italiani comincia la ricerca sul Web senza un’idea precisa sul marchio o sul modello. Ciò nonostante il 40% delle auto offerte online trova un acquirente entro i primi 30 giorni e più della metà, alla fine, si rivolge a un concessionario.

Tra le tante offerte online, troppi approfittano della mancanza di una normativa e delle anomalie di sistema per confondere il consumatore e così facendo creano squilibri nel mercato. Infatti, migliaia di privati pubblicano gratuitamente e liberamente annunci senza controllo e senza alcuna garanzia o tutela, mentre i concessionari che vogliono sfruttare il canale di vendita web devono pagare le loro inserzioni, con precisi obblighi di legge che ne regolamentano i contenuti. Inoltre devono garantire nel tempo l’affidabilità del veicolo.

Osservatorio tecnico di supporto per Smart Road

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha istituito L’Osservatorio tecnico di supporto per le Smart Road e per il veicolo connesso a guida automatica.

L’Osservatorio avrà diversi compiti istituzionali, tra cui garantire il coordinamento nazionale tra le diverse iniziative locali presenti e future in ambito smart road e sperimentazione su strada di veicoli a guida automatica. Inoltre, si occuperà anche di promuovere e supportare studi, ricerche e approfondimenti sul tema della sicurezza, avvalendosi di soggetti interni ed esterni al Ministero di comprovata professionalità ed esperienza, senza oneri per l’Amministrazione.

Tra le altre attività previste, la pubblicazione di una relazione annuale sull’attività svolta e sullo stato delle iniziative sul territorio nazionale in ambito smart road e veicoli a guida automatica.
In questo modo si conferma l’impegno del Ministero nei confronti di questa trasformazione digitale epocale, con azioni che porteranno ricchezza e posti di lavoro su un piano di migliore gestione del traffico e maggiore sicurezza.

L’Osservatorio, previsto dall’art. 20 del D.M. 70/2018 (G.U. Serie Generale n. 90 del 18.04.2018), è presieduto dal Direttore Generale per le Strade e le Autostrade e per la Vigilanza e la Sicurezza nelle Infrastrutture Stradali e il Direttore Generale per la Vigilanza sulle Concessionarie Autostradali, insieme a due rappresentanti della Struttura Tecnica di Missione per l’indirizzo strategico, lo sviluppo delle infrastrutture e l’alta sorveglianza e un rappresentante del Ministero dell’Interno.

Il decreto ministeriale in oggetto stabilisce i requisiti funzionali per le strade candidate a trasformarsi in Smart Road e le condizioni per la sperimentazione dei veicoli a guida autonoma.

Il progetto Smart Road è realizzato in partnership tra Mit e Città di Torino, città laboratorio all’avanguardia nel settore automobilistico e perfetta sintesi tra storia e futuro, con la tradizione che si fa innovazione.

A seguito dell’entrata in vigore del decreto, il Comune di Torino, con l’ausilio di un gruppo di partner industriali e tecnologici, ha progettato l’avvio di un percorso di sperimentazione in alcune aree della città, prevedendo un approccio progressivo che partirà da un’area chiusa al traffico, per arrivare ai test su strade aperte.

Concretamente, a Torino il Comune intende effettuare sperimentazioni sulla notifica di eventi pericolosi (come un allagamento improvviso di un tratto di strada), avvertimento del passaggio di un utente vulnerabile sulle strisce pedonali, suggerimenti ai veicoli per la velocità consigliata in modo da ottenere il verde semaforico, servizi di parcheggio autonomo, applicazioni per la logistica urbana e per il carico/scarico merci.

In crescita il settore dei gommisti specialisti

Il 2017 ha registrato un incremento del settore dei gommisti specialisti in Italia, cresciuto del 3,6% rispetto all’anno precedente, generando un valore di quasi 2 miliardi di euro.

Questi i dati emersi da uno studio sul SellOut Pneumatici della società di ricerca GfK –  gruppo internazionale leader nel settore delle ricerche sociali e di mercato – e comunicati da Federpneus (Associazione Nazionale Rivenditori Specialisti di Pneumatici).
Il pneumatico moderno è sempre più tecnologico e va di pari passo con le innovazioni dei veicoli.

Il rivenditore specialista di pneumatici deve possedere la professionalità e la strumentazione adeguata per offrire un servizio a regola d’arte. La professionalità è stabilita anche per legge: la legge 122/92 “Disposizioni in materia di sicurezza della circolazione stradale e disciplina dell’attività di autoriparazione”, disciplina e regolamenta le diverse categorie di autoriparatori tra cui il gommista, che deve possedere una serie di requisiti tecnici e di attrezzature specifiche, al fine di garantire un più elevato grado di sicurezza stradale.

Secondo GfK, lo scorso anno nel nostro Paese i pneumatici venduti dai gommisti specialisti sono stati 21 milioni, con una lieve crescita in volume (+0,3%) rispetto al 2016.

Le categorie di pneumatici prese in considerazione sono per vetture, per Suv e per veicoli commerciali leggeri. Nel dettaglio, i pneumatici per vettura si confermano il principale segmento del mercato, con una quota dei volumi totali di vendita dell’86%. Seguono i pneumatici per Suv e quelli per veicoli commerciali leggeri con una quota rispettivamente del 7,3% e del 6,7% del totale.

Nell’analisi per tipo di prodotto, il segmento dei pneumatici quattro stagioni ha chiuso il 2017 con una quota di mercato del 12,7% (+2,8 punti percentuali sul 2016), guadagnata a scapito del pneumatico estivo, passato dal 64,4% nel 2016 al 60,6% nel 2017. Il pneumatico invernale ha invece fatto registrare una lieve crescita (dal 25,7% al 26,6%).

Il canale dei gommisti specialisti, come sottolineato da Federpneus, ha chiuso quindi il 2017 in crescita, pronto per affrontare il futuro di un settore sempre più caratterizzato dalla velocità dell’evoluzione tecnologica e dal continuo emergere di nuove esigenze in termini di comfort, prestazioni e sicurezza da parte degli utilizzatori finali.

Centrale, in questo contesto, è il ruolo dei gommisti, che per restare competitivi sul mercato dovranno puntare sempre di più su nuovi servizi, investendo su qualità dell’assistenza, specializzazione, aggiornamento.

Federpneus, in qualità di associazione a sostegno dei rivenditori specialisti di pneumatici, è da tempo impegnata per promuovere una serie di attività – seminari tecnici e corsi di formazione – finalizzate a rafforzare la competitività delle aziende associate, valorizzando la professionalità specifica del rivenditore specialista di pneumatici e stimolando il rinnovamento delle conoscenze.

Renault Captur Sport Edition

Il rinnovo della gamma crossover

Renault ha presentato il rinnovamento della gamma tramite la semplificazione e la trasversalità tra i modelli: Duel per le berline dal segmento B, Sport Edition per la famiglia crossover e Executiva per l’alto di gamma.

Sport Edition e Sport Edition2 sono i nuovi livelli di equipaggiamento per la gamma crossover: Scenic, Kadjar e, da oggi, Captur.

L’urban crossover di Casa Renault, nelle nuove vesti delle versioni Sport Edition, si fa notare per il suo carattere sportivo, dinamico ed attraente allo stesso tempo, distinguendosi per le sue linee fluide ed equilibrate. La tecnologia rende Nuovo Captur una vettura connessa che sa destreggiarsi con semplicità anche nel caos cittadino.
Con l’introduzione di Sport Edition e Sport Edition2, la gamma viene anche semplificata e i pilastri Easy Life e French Design rafforzati, in coerenza con la strategia di semplificazione presentata ad inizio anno. Insieme all’evoluzione delle versioni, avviene anche il passaggio alle motorizzazioni Euro 6c, senza alcun impatto in termini di cavalli e sempre allo stesso prezzo.

Quattro livelli di equipaggiamento per Nuovo Captur:

Il primo livello di equipaggiamento, Life, rimane invariato: ritroviamo, quindi, la firma luminosa C-Shape delle luci diurne a led e dei fari posteriori, oltre ad una ricca dotazione di serie. Tra i principali equipaggiamenti, Nuovo Capture Life dispone di: Cassetto Easy Life, Cruise Control, Radio R&GO® con supporto Smartphone, Bluetooth, presa USB e comandi al volante ed il sedile posteriore frazionabile e scorrevole. Il prezzo del livello Life è a partire da € 16.200 chiavi in mano.

Già dalla versione Sport Edition, troviamo di serie equipaggiamenti (precedentemente disponibili solo in opzione) che valorizzano il look rendendolo più sportivo ed accattivante, come le Sellerie Black, i Privacy Glass, gli Interni Color Chrome, che si aggiungono ai Cerchi in Lega da 16’’ Diamantati Black CITY. Novità assoluta – disponibile per la prima volta sul secondo livello di allestimento Captur – la Parking Camera con Sensori di Parcheggio Posteriori che, insieme allo Smart Nav Evolution con radio DAB, colloca Nuovo Captur ai vertici del segmento per il suo contenuto tecnologico. Il Livello Sport Editin è disponibile a partire da €18.950 chiavi in mano.

L’allestimento Sport Edition2 prevede inoltre il seguente contenuto tecnologico: R-Link Evolution Europa compatibile con Android Auto, Easy Access System II e Sensori di Parcheggio Anteriori. Il carattere grintoso di questa versione è poi rimarcato all’interno dell’abitacolo dalle Sellerie Fix Grey in Tessuto e Pelle TEP, e all’esterno dai Cerchi in Lega da 17’’ Diamantati Black Emotion, dagli Ski anteriori e posteriori, dai Fari Full Led e dalle caratteristiche tinte Be-Style. Il livello Sport Edition2 è disponibile a partire da € 20.250 chiavi in mano.

Al top di gamma si conferma la versione Initiale Paris, che aggiunge di serie l’impianto Bose Sound System®, le Sellerie esclusive in Pelle Nappa Black, il Bracciolo Anteriore, l’Easy Park Assist con Sensori di Parcheggio a 360° ed il Sensore Angolo Morto. Nuovo Captur Initiale Paris è riconoscibile all’esterno per la firma Initiale Paris presente sulle modanature laterali e sulla griglia anteriore, per il design esclusivo degli Ski e dei Cerchi in Lega da 17’’ Diamantati Black e per gli indicatori di direzione dinamici a Led. Il livello più alto della gamma sarà disponibile a partire da € 26.250 chiavi in mano.

Tre le motorizzazioni Energy disponibili su Nuovo Captur:

  • ENERGY TCe 90 Euro 6c
  • ENERGY dCi 90 Euro 6c (disponibile anche con cambio EDC)
  • ENERGY dCi 110 Euro 6b

Gli ordini delle nuove versioni Sport Edition e Sport Edition2 sono già aperti al pubblico, con le prime auto disponibili nella rete delle Concessionarie Renault.

Utilizzo della targa di prova sui veicoli immatricolati

In attesa del parere del Consiglio di Stato sull’uso della targa di prova su veicoli immatricolati, gli operatori di polizia devono nel frattempo astenersi dal sanzionare i soggetti che la utilizzano.

E’ dunque in via risolutiva il problema relativo alle targhe di prova nato a fine maggio in seguito ai controlli della Polizia Stradale, secondo cui la targa provvisoria si poteva usare solo su veicoli non ancora immatricolati.

Un’interpretazione in contrasto con la prassi di far circolare con la targa di prova anche i veicoli immatricolati ma privi di copertura assicurativa propria. Ma questa situazione è tanto più stupefacente se si considera che l’uso della targa prova per i veicoli già immatricolati è legittimato dalle norme in materia, nonché da chiarimenti introdotti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, mai smentiti. Inoltre, i controlli effettuati negli anni mai hanno mai posto in evidenza la problematica, originatasi nei mesi scorsi con l’attività condotta dalla Polizia Stradale nella provincia di Arezzo, restando per mesi limitata solo a questo ambito territoriale e a qualche zona limitrofa.

Pertanto, Federauto aveva espresso la sua disapprovazione contro il Ministero dell’Interno, che in presenza di diverse sentenze del tribunale orientate ad annullare i provvedimenti sanzionatori, non abbia aveva fin da subito un atteggiamento più prudente, con la conseguente comunicazione di direttive sul territorio.

Tutte sentenze convergenti, infatti, nel riconoscere la legittimità dell’uso della targa prova sui veicoli già immatricolati, con la condanna della Prefettura al pagamento delle spese legali.

Dunque per il momento, secondo gli ultimi aggiornamenti e fino a decisione definitiva da parte del Consiglio di Stato, niente multe ai concessionari che per far provare i veicoli privi di copertura ai propri clienti applicheranno su di essi la targa prova.

AsConAuto (Associazione nazionale consorzi concessionari auto) e Federauto (organizzazione aderente a Confcommercio), in rappresentanza dei concessionari auto, veicoli commerciali, industriali ed autobus, sono ora soddisfatti dell’attenzione da parte degli apparati burocratici.

Nissan Qashqai con ProPILOT

Verso la guida autonoma

E’ ora in vendita presso le concessionarie Nissan in Italia, la nuova Qashqai con ProPILOT, la tecnologia di assistenza alla guida che apre la strada alla guida autonoma.

Da ormai qualche anno, Nissan Qashqai è considerata il modello di riferimento nel segmento delle SUV compatte grazie alle sue dimensioni adatte anche al traffico cittadino, che regalano uno spazio a bordo confortevole per cinque persone, grazie anche al passo di 265 centimetri che non sacrifica eccessivamente l’abitabilità per chi deve accomodarsi sul sedile posteriore.

Molto interessanti gli interni della Nissan Qasqhai. Nelle versioni maggiormente accessoriate si può godere dei sedili in pelle capaci di regalare una grande comodità nei viaggi più lunghi. La plancia si caratterizza per un design avvolgente e finiture di gran livello, oltre a un volante contraddistinto dalla sezione bassa della corona piatta. Sulle razze del volante sono presenti i tasti per comandare numerose funzioni, mentre al centro della plancia spicca il grande schermo per l’infotainment di bordo che presenta il sistema NissanConnect, con radio DAB digitale, navigatore satellitare e impianto audio Bose a 7 altoparlanti.

Con NissanConnect, Nissan Qasqhai permette inoltre di accedere con il proprio smartphone direttamente alla musica, al News Feed di Facebook, ai tweet, ai consigli di TripAdvisor e altro ancora, attraverso una grafica più intuitiva e simile a quella delle app.
Con il nuovo sistema ProPILOT ora Nissan Qasqhai diventa ancora più tecnologica e sicura.
Il sistema agisce su sterzo, acceleratore e freno, aumentando il controllo della vettura e riducendo lo stress e l’affaticamento alla guida.

ProPILOT è attivo in autostrada su una singola corsia ed è ottimizzato per gestire situazioni di traffico a bassa velocità e di crociera ad alta velocità.
Pur essendo il primo passo verso la guida autonoma, comunque questa tecnologia richiede l’attenzione e l’intervento del conducente, che rimane l’unico responsabile del controllo e del comportamento del veicolo.

Semplice ed intuitivo, ProPILOT si attiva premendo un tasto sul volante (razza destra). Adiacente a questo, si trova il tasto SET, per mantenere la velocità impostata e la distanza di sicurezza dal veicolo che precede.

Quando le condizioni del traffico lo richiedono, il sistema fa rallentare la vettura fino ad arrestarla completamente e la fa ripartire in automatico se la sosta dura tre secondi o meno. Se dura di più, il conducente deve premere il pulsante RESUME o l’acceleratore per riprendere la marcia. Inoltre, ProPILOT è in grado di mantenere Nissan Qashqai al centro della corsia autostradale prescelta, tramite un sistema di riconoscimento delle strisce che la delimitano.
Il sistema agisce in base alle condizioni del traffico e della strada, fornite dalla telecamera montata sul parabrezza di Qashqai e il radar installato dietro il logo Nissan, nella griglia frontale.
Lo status di ProPILOT è sempre visibile sul cruscotto, tra i due quadranti, e le spie di avviso al conducente sono sempre accompagnate da segnali acustici.

Nissan Qashqai con ProPILOT è disponibile sulla motorizzazione 1.6 dCi 130 CV 2WD e 4WD manuale e 2WD automatico, a partire dall’allestimento N-Connecta e di serie sulla versione top di gamma Tekna+ 2WD automatico al costo di € 500. Per gli altri allestimenti (N-Connecta e Tekna) il prezzo varia in funzione delle dotazioni tecnologiche già presenti sulla vettura.

Nuovi standard UE per la sicurezza stradale

La Commissione Europea ha recentemente annunciato un importante pacchetto di misure per innalzare i livelli della sicurezza stradale da attuare entro il 2030, al fine di dimezzare il numero di incidenti.

Infatti, sebbene la sicurezza stradale nell’Unione europea sia migliorata notevolmente negli ultimi decenni e le strade dei vari Paesi che ne fanno parte siano considerate le più sicure del mondo, il numero di morti e feriti è ancora troppo elevato.

L’UE collabora strettamente in materia di sicurezza stradale con le autorità dei paesi membri per sviluppare le iniziative nazionali, definire obiettivi e affrontare tutti i fattori che influiscono sugli incidenti (l’infrastruttura, la sicurezza del veicolo, il comportamento del conducente e la risposta di emergenza).
A tal fine, adotta leggi, sostiene campagne pubbliche di sensibilizzazione, aiuta i paesi membri e gli altri attori della sicurezza stradale a condividere le loro esperienze ed eroga finanziamenti.

Il nuovo pacchetto, denominato “3rd Mobility Package”, è stato favorevolmente accolto sia dall’ETSC – Consiglio Europeo per la Sicurezza dei Trasporti (del quale fa parte anche l’ACI) – sia dalla FIA – Federazione Internazionale dell’Automobile.

La Commissione ha introdotto l’adozione di serie su tutte le auto nuove di alcuni dispositivi e tecnologie che potrebbero contribuire a salvare più di 2.000 vite ogni giorno: ISA (Intelligent Speed Assistance), ovvero sistema di adattamento intelligente alla velocità e AEB (Automated Emergency Braking), ossia il sistema autonomo di frenata d’emergenza.

Antonio Avenoso, direttore esecutivo di ETSC, ha definito questo programma “il più grande passo avanti per la sicurezza stradale in Europa dall’introduzione della cintura di sicurezza”.
Nel ricordare che l’infortunio stradale resta la prima causa di morte per i giovani di tutto il mondo, Avenoso ha inoltre sottolineato come sia decisivo che gli Stati membri UE e il Parlamento Europeo diano il loro sostegno a questi piani e non cedano alle pressioni delle case automobilistiche che stanno tentando di indebolire alcune parti della proposta di sicurezza per i veicoli.

I costi ovviamente sono rilevanti, ma considerando che l’obiettivo in ballo è salvare molte vite umane, dimezzando il numero di incidenti stradali che causano morti e feriti, non bisognerebbe esitare neppure un secondo per l’applicazione della norma salvavita.

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