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Stati generali della mobilità: i cambiamenti e il futuro dell’automotive

L’Automotive è un settore che si sta confrontando con l’avvio di una nuova era, dominata dalla lotta ai motori endotermini, in particolare quelli con alimentazione diesel e dalla graduale crescita della mobilità elettrica.
Come sostiene Simonpaolo Buongiardino, Presidente di Federmotorizzazione e Assomobilità, l’impatto di queste scelte sarà molto rilevante, con conseguenze sul piano della produzione industriale, delle infrastrutture, della ricollocazione di risorse e del mantenimento delle imprese appartenenti alla distribuzione del settore automotive.

Durante l’evento Stati generali della mobilità del febbraio scorso, organizzato alla Confcommercio di Milano da Federmotorizzazione con Assomobilità, politici ed esperti si sono confrontati sul tema.

Il direttore di Quattroruote Gian Luca Pellegrini ha ricordato che l’industria dell’automobile sta cambiando i propri destini e confini e ha sottolineato l’importanza di quattro punti da porre all’attenzione del governo e rendere operativi: l’approvazione di un Codice della strada che sostituisca regole ormai obsolete; la necessità di porre in atto una semplificazione burocratica/amministrativa attraverso l’approvazione del documento unico di circolazione già slittato al 2019; la riconsiderazione del superbollo e l’abolizione del bollo.

Giacomo Mori, managing director AlixPartners ha osservato sulla base di uno studio della società di consulenza, che è sempre più vicina l’era dell’ibrido e dell’elettrico e che il differenziale di costo dell’auto elettrica nei prossimi anni si ridurrà in modo significativo. Si presume che entro il 2030 i veicoli elettrici e ibridi rappresenteranno il 40% del mercato europeo.

Le ultime rilevazioni dell’Automotive Electrification Index (Indice trimestrale di misurazione della reale penetrazione dei veicoli elettrici) mostrano che l’autonomia totale di tutti veicoli elettrici venduti è aumentata di oltre 6 volte: dai 7,3 milioni di km del primo trimestre 2013, salendo ai circa 47,5 milioni di km del secondo trimestre 2017.

Patrizia Toia, europarlamentare, vicepresidente Commissione Industria, Ricerca e Energia, Luca Squeri parlamentare e Presidente dell’ Associazione distributori di benzina (FIGISC), e Stefano Maullu, eurodeputato e membro della Commissione Ambiente, hanno confermato la forte attenzione  alla mobilità da parte del Parlamento Europeo e italiano e la necessità di un costante approfondimento dei cambiamenti in atto e delle dinamiche attuali e future, in un mercato sempre più competitivo e attento alla sostenibilità complessiva dello scenario.

In conclusione, la Federazione Nazionale Commercianti della Motorizzazione ha messo in evidenza l’importanza di avere un quadro della situazione completo e condiviso, che parta dall’analisi dei singoli inquinanti e dalla distinzione tra la riduzione delle emissioni di CO2 e il miglioramento della qualità dell’aria, con il contenimento delle polveri sottili, degli NOx e dei composti organici volatili (COV). Le ultime generazioni di motori endotermici potranno sicuramente, grazie anche ai carburanti di nuova generazione, abbattere o azzerare gli NOx e il particolato, ma la vera sfida sarà l’eliminazione o la cattura del CO2. Da questo punto di vista la motorizzazione elettrica risolverà il problema, ma solo a condizione che l’energia elettrica necessaria venga prodotta da fonti rinnovabili o nucleari e non dall’utilizzo di petrolio o carbone, come avviene in Cina.

Immatricolazioni di roulotte e camper in crescita in Europa

Nel 2017 in Europa, le immatricolazioni di caravan (roulotte) e autocaravan (camper) sono cresciute del 12,1% rispetto all’anno precedente, con 190.480 unità contro le 169.989 del 2016.

Federpneus (Associazione Nazionale dei Rivenditori Specialisti di Pneumatici) ha elaborato una tabella sulla base dei dati European Caravan Federation che ha rilevato un incremento delle immatricolazioni di caravan e autocaravan in tutti i paesi del vecchio continente, ad eccezione della Danimarca, dove si è registrata una lieve contrazione (-1%). Si tratta del terzo anno consecutivo in crescita per il mercato europeo dei veicoli ricreazionali.

Il mercato più consistente è quello tedesco, con 63.270 caravan e autocaravan immatricolati, seguito da quello inglese con 38.873 unità e francese con 29.461. L’Italia si trova in ottava posizione, con 5.832 immatricolazioni.

In termini percentuali, gli incrementi più importanti di immatricolazioni di roulotte e camper nel 2017 sono quelli registrati dai paesi iberici: il Portogallo, cresciuto del 40,5% rispetto al 2016, e la Spagna, cresciuta del 40,3%. Buono il tasso di crescita anche del nostro Paese (+16,5%) e in generale dei paesi europei centro-settentrionali che crescono quasi tutti con tassi a due cifre: Austria, Finlandia, Germania, Norvegia, Olanda, Svezia.
Entrando nello specifico del mercato italiano, dopo anni di chiusure in negativo, le immatricolazioni di caravan e autocaravan avevano messo a segno un +2% nel 2015. Il tasso di crescita è poi proseguito anche nel 2016 (+6%) e nel 2017 è quasi triplicato (+16,5%).

A conferma della vivacità del comparto dei veicoli ricreazionali, vi sono anche altri dati significativi che riguardano l’offerta del turismo all’aria aperta: secondo le più recenti stime della European Caravan Federation, ogni anno in Europa si realizzano mediamente 367 Immatricolazioni di roulotte e camper. Numeri che testimoniano come il settore del turismo itinerante rappresenti un motore importante dell’economia europea.
Oltre ad avere una forte ricaduta sociale ed economica, il turismo itinerante costituisce, tra l’altro, anche una preziosa risorsa ambientale, in quanto chi viaggia con questi mezzi ne apprezza la totale libertà di spostamento e la possibilità di sostare a diretto contatto con la natura, privilegiando un turismo eco-sostenibile e al di fuori delle tradizionali rotte del turismo di massa.

A questo proposito, Federpneus ricorda che, per mantenere alti gli standard di ecocompatibilità dei veicoli utilizzati, prima di ogni partenza è consigliabile effettuare un controllo approfondito sulle condizioni del mezzo prima di partire per un viaggio. Questo perché i veicoli per turismo itinerante, restano spesso fermi per lungo tempo, possono compiere grandi tragitti in periodi relativamente brevi, e a volte percorrendo strade non proprio in ottimo stato.
Una particolare attenzione meritano i pneumatici, la cui manutenzione è di fondamentale importanza non solo per la sicurezza della circolazione, ma anche per ridurre i consumi e, di conseguenza, il livello di emissioni inquinanti nell’atmosfera.

Entro il 2030 nel mondo circoleranno 164 milioni di auto elettriche

Il numero di veicoli elettrici che saranno in circolazione nei principali mercati automobilistici mondiali (Cina, Europa e Stati Uniti) entro il 2030, raggiungerà i 164 milioni di unità, aumentando i volumi di oltre 65 volte rispetto i 2,5 milioni del 2017.

Questi dati sono stati elaborati dall’Osservatorio Autopromotec sulla base di uno studio realizzato dalle società di consulenza internazionale PwC, che ha analizzato l’andamento del mercato automobilistico nei prossimi anni guardando soprattutto alle principali tendenze di medio-lungo periodo: mobilità elettrica, connettività, guida autonoma.

La Cina è attualmente la prima al mondo in quanto a diffusione di auto elettriche, con 1,2 milioni di unità circolanti lo scorso anno, ma si prevede che entro il 2030 rafforzerà notevolmente la propria leadership mondiale arrivando a quota 73,7 milioni.

Dietro la Cina, seguiranno Europa e Stati Uniti, con rispettivamente 45,4 e 45 milioni di veicoli circolanti.
Anche per questo motivo, la vettura elettrica è sempre più al centro delle attenzioni dei player del settore, come dimostrano i continui e consistenti investimenti, nonché le rapide evoluzioni tecnologiche e le direttive Europee e mondiali dedicate al tema del contenimento delle emissioni.

Come sottolinea l’Osservatorio Autopromotec, la transizione richiederà un grosso sforzo da parte dei nuovi fornitori di infrastrutture di ricarica, dei governi chiamati a esercitare la funzione di regolamentazione, di definizione degli standard e di incentivazione, nonché dell’industria automobilistica, già impegnata nel migliorare l’autonomia dei veicoli e in generale nello sviluppare auto e batterie dalle prestazioni sempre migliori.
A corollario diventa sempre più importante la formazione, vista anche nell’ottica di nuove opportunità di lavoro per le nuove generazioni.

Il mondo dell’autoriparazione, infatti, sarà fortemente interessato alla rivoluzione dell’auto elettrica, poiché in aggiunta alle conoscenze fondamentali sull’elettrotecnica e sulla funzionalità dei veicoli elettrici, gli autoriparatori devono essere formati e informati anche sulle misure di sicurezza e protettive da adottare negli interventi a contatto o in prossimità con parti sotto tensione.

La manutenzione ordinaria e straordinaria di un’auto elettrica, rispetto ad una vettura con motore termico, richiede un’attenzione particolare: per sua conformazione, un veicolo elettrico non prevede la sostituzione di candele, iniettori o filtri, nello specifico dell’aria, del combustibile e dell’olio lubrificante, né deve essere sottoposto a test sulle emissioni inquinanti. Gli interventi si concentrano invece sulla verifica dell’efficienza delle batterie (elemento fondamentale per il funzionamento del veicolo), delle centraline e di altre componenti (inverter, motori elettrici, ecc.).

Dunque, con la diffusione di massa dell’auto elettrica, compito dell’autoriparatore del domani sarà quello di puntare su una specializzazione sempre maggiore, acquisendo competenze nuove e investendo in tecnologia e formazione per assicurare un servizio di post vendita efficace e di qualità.

Di questi temi, ma non solo, se ne parlerà diffusamente in occasione di Autopromotec Conference, in programma dal 13 al 14 giugno presso l’Unipol Arena di Casalecchio di Reno (BO).

Incremento del 4,0% delle immatricolazioni di auto nuove in Europa

L’ACEA, Associazione dei Costruttori Europei, ha diffuso i dati sul mercato delle immatricolazioni di autovetture nuove in Europa nel mese di febbraio 2018, segnando un incremento del +4,0% rispetto allo scorso anno: 1.159.039 autovetture nuove immatricolate a febbraio 2018, contro le 1.114.659 del febbraio 2017.
Il primo bimestre del nuovo anno totalizza dunque 2.445.109 vendite, ovvero il 5,5% in più rispetto ai 2.318.655 del periodo gennaio-febbraio 2017.

I mercati europei mostrano diverse performance delle varie tecnologie, dal diesel all’elettrico e all’ibrido, pertanto non si ha ancora un’immagine omogenea dell’Europa. Tuttavia, a trainare le vendite di questo primo bimestre sono la Spagna, con un incremento del +13,0%, la Germania  con un +7,4% e la Francia con +4,3%.

A febbraio 2018 in Spagna sono state immatricolate 110.474 autovetture nuove, contro le 97.796 di febbraio 2017. Il primo bimestre del nuovo anno dunque segna un +16,4% rispetto allo scorso anno. Nonostante questo risultato positivo, tuttavia, i volumi sono ancora bassi rispetto al 2008, quando si registrarono 223.000 immatricolazioni.

La Germania ha raggiunto quest’anno il miglior risultato dal 2009, con 261.749 immatricolazioni di auto nuove nel mese, archiviando 531.178 vendite nel primo bimestre 2018, ovvero il 9,5% in più dello stesso periodo dello scorso anno. Le immatricolazioni a persone giuridiche sono state il 63,1% del totale, in crescita dello 0,8%, a fronte di un aumento del 21,3% dei privati, al 36,9% di quota.

Anche in Francia l’incremento di auto immatricolate nel primo bimestre di quest’anno è stato del 3,4%, con 325.739 immatricolazioni, ovvero oltre 10.000 in più delle 314.920 del periodo gennaio-febbraio 2017.

Il Regno Unito risulta invece essere in controtendenza, segnando un calo del 2,8% rispetto allo scorso anno: a crollare sono le vendite del diesel, che ha perso quasi 10 punti percentuali di quota.

I costruttori europei si sono incontrati a Ginevra a inizio marzo e il mondo dell’auto si è dimostrato proiettato verso una maggiore attenzione ai bisogni dell’uomo (sicurezza) e dell’ambiente (livelli di emissione). Il nuovo corso è tracciato dalla necessità di rispettare l’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici (COP 21), nonché il Regolamento Europeo, che fissa a 95 g/km di CO2 il limite delle emissioni entro il 2020.

In Italia, il processo di transizione deve cominciare dal rinnovamento omogeneo del trasporto pubblico con quello privato, con incentivi per le infrastrutture e un sostegno fiscale  per la vita degli automobilisti con una sensibilità ambientale, ma anche un budget da rispettare.

Osservatorio Autopromotec: nel 2017 spesi 2,95 miliardi per le revisioni auto

L’Osservatorio Autopromotec, struttura di ricerca specializzata nell’aftermarket automobilistico, ha elaborato una stima basata sui dati ISTAT e su quelli forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sul denaro speso dagli italiani nel 2017 per le revisioni auto.

La cifra che ne è risultata è 2,95 miliardi di euro, ovvero il 2,8% in più rispetto all’anno precedente, quando gli italiani avevano speso 2,86 miliardi di euro per far revisionare le loro auto.
Tale cifra comprende il pagamento della tariffa per le revisioni, che ammonta a 950,9 milioni di euro (+1,90% rispetto al 2016) e il costo per le operazioni di pre-revisione – le eventuali riparazioni necessarie per far sì che i veicoli superino i controlli – che ammonta a 1.997,3 milioni di euro (+3,2%).

L’aumento della spesa è dovuto all’incremento dell’1,9% del numero di autoveicoli chiamati a revisione, che è passato dai 13.949.808 del 2016 ai 14.217.864 nel 2017. Per quanto riguarda le pre-revisioni, la spesa è cresciuta anche in relazione all’aumento dell’1,3% dei prezzi di manutenzione e riparazione, come emerge dagli indici ISTAT presi in esame dall’Osservatorio.

Come previsto dall’articolo 80 del Codice della Strada (comma 3 e 4) è obbligatorio sottoporre il proprio mezzo a revisione dopo quattro anni dalla prima immatricolazione e, successivamente, entro due anni dal controllo precedente. Ciò è valido per autovetture, autocaravan, motocicli, ciclomotori, autoveicoli adibiti al trasporto o a uso speciale di peso complessivo non superiore ai 3.500 Kg.
Mentre per le autovetture adibite al servizio di taxi, noleggio con conducente, autoveicoli utilizzati per il trasporto e i rimorchi di peso superiore ai 3.500 Kg, gli autobus, le ambulanze e i veicoli atipici (ad esempio, le auto d’epoca), le scadenze per le revisioni sono annuali.

La revisione è un obbligo previsto dalla legge, ma è anche uno strumento fondamentale di controllo che garantisce che i veicoli che circolano sulle strade siano idonei in termini di sicurezza, livello di emissioni inquinanti e rumorosità. Nello specifico, la revisione comporta, oltre al controllo delle targhe e del numero di telaio per l’identificazione dei veicoli, una verifica accurata anche dello stato generale della carrozzeria, del campo di visibilità (parabrezza, specchietti retrovisori, vetri laterali, lunotto e tergicristalli), delle luci, del circuito elettrico, dei pneumatici, assi e sospensioni.

Le altre verifiche effettuate sono il fissaggio del sedile del conducente, della batteria, la funzionalità di freni, airbag, sterzo, volante, cintura di sicurezza e avvisatori acustici. Gli ultimi controlli riguardano inoltre le condizioni dell’impianto dei gas di scarico e dei sistemi di aerazione, riscaldamento e antiappannamento, e la verifica della presenza del kit di sicurezza obbligatorio da tenere in auto (triangolo e giubbetto di segnalazione).

La revisione del proprio mezzo può essere effettuata presso la Motorizzazione Civile o presso le officine autorizzate del Ministero dei Trasporti.

Nuove Smart Road e sperimentazione dei veicoli a guida automatica

Strade e autostrade diventeranno Smart Road e a breve partirà la sperimentazione su strada di veicoli a guida automatica.

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio ha firmato il Decreto Ministeriale previsto per l’attuazione dell’articolo 1, comma 72, della legge 27 dicembre 2017, n.205 (Legge di Bilancio 2018), che autorizza la sperimentazione delle soluzioni tecnologiche al fine di adeguare la rete italiana delle infrastrutture ai nuovi servizi smart e per i veicoli automatici.

L’obiettivo del decreto è quello di migliorare la rete stradale e autostradale nazionale attraverso una trasformazione digitale graduale che possa velocemente renderla idonea ai veicoli di nuova generazione e usufruire dei più avanzati livelli di assistenza automatica alla guida. Il sistema porterà a un importante snellimento del traffico con conseguente riduzione dell’incidentalità stradale.

E’ stata prevista una serie di interventi inerenti la comunicazione dei dati ad alta velocità (es. fibra), la copertura di tutta l’infrastruttura stradale con servizi di connessione di routing verso la rete di comunicazione dati, un sistema hot-spot Wifi per la connettività dei device degli automobilisti – dislocati almeno nelle aree di servizio e di parcheggio – e un sistema per rilevare il traffico e le condizioni meteo e atmosferiche che possa fornire previsioni a breve e medio termine, più una stima per i periodi successivi.

La prospettiva è quella di realizzare gli interventi dapprima sulle infrastrutture appartenenti alla rete TEN-T (Trans European Network – Transport) da effettuare entro il 2025 e poi su tutta la rete autostradale.
Successivamente, entro il 2030 saranno attivati ulteriori servizi di deviazione flussi in caso di incidenti/ostruzioni gravi, intervento sulla velocità media per evitare congestioni, suggerimento di corsie preferenziali e traiettorie, gestione degli accessi, dei parcheggi e del rifornimento (in particolare, la carica elettrica).

I servizi, come previsto dall’allegato al Def 2017 “Connettere l’Italia”, saranno poi progressivamente estesi a tutta la rete dello SNIT (Sistema Nazionale Integrato dei Trasporti).
I costi degli interventi saranno a carico del concessionario o del gestore dell’infrastruttura.

Nel medesimo decreto, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è stato concesso di far sperimentare su strada i veicoli a guida automatica. In particolare, sono stati individuati i soggetti che possono richiedere l’autorizzazione – ovvero il costruttore del veicolo, gli Istituti Universitari e gli Enti Pubblici e Privati di ricerca – ma anche l’istruttoria da compiere e le modalità di rilascio dell’autorizzazione, più i controlli a cui sarà soggetta l’attività di sperimentazione. Il tutto allo scopo di assicurare che tale sperimentazione possa avvenire in condizioni di totale e assoluta sicurezza.

Cresce il mercato dell’usato di auto e moto

Inizio di anno molto positivo per il mercato dell’usato nel settore delle autovetture e dei motocicli.
I dati sono riportati nell’ultimo bollettino “Auto-Trend”, l’analisi statistica realizzata dall’Automobile Club d’Italia sui dati del PRA, relativo al mese di gennaio.

L’usato chiude il mese con incrementi a due cifre, registrando numeri molto più alti rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

I passaggi di proprietà complessivi di tutti i veicoli, al netto delle minivolture – ovvero i trasferimenti di proprietà temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale – hanno fatto segnare nel gennaio 2018 un incremento mensile del 13,6%, ridotto a +8,4% in termini di media giornaliera.
In particolare, le autovetture hanno registrato una variazione del 13,7%, trasformata in 8,5% giornaliera: ovvero, ogni 100 automobili vendute nuove ne sono state vendute 164 usate.
Per quanto riguarda invece il mercato dei motocicli, i passaggi di proprietà hanno messo a bilancio un aumento mensile del 21,9%, che corrisponde al +16,3% in media giornaliera.

Come si evince dalla tabella di analisi diffusa dall’ACI, nel mese di gennaio sono fortemente cresciute anche le pratiche di radiazione.

Il bilancio complessivo ha registrato, in generale per tutti i veicoli, una crescita delle radiazioni del 39,1%, che scende a 32,8% in termini di variazione giornaliera.
Nello specifico, per le radiazioni delle autovetture il bilancio segna un aumento del 34,4% rispetto al gennaio 2017, ovvero un +28,3% giornaliero. Ciò è dovuto soprattutto alle circa 30.000 radiazioni d’ufficio effettuate per conto della Regione Lazio, dove le demolizioni sono risultate in crescita dell’8% e le esportazioni del 19%. Dunque, ogni 100 auto iscritte ne sono state radiate 102, pertanto il tasso unitario di sostituzione per gennaio 2018 è pari a 1,02.
Le radiazioni dei motocicli hanno registrato una crescita record, con un incremento dell’86,5% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, e una media giornaliera del +78%. Anche in questo caso hanno pesato sul bilancio mensile le quasi 7.000 radiazioni d’ufficio presentate nel corso del mese.

La regione che ha fatto segnare un incremento maggiore di passaggi netti è l’Abruzzo, con il 40,9%, mentre quella che ha messo a bilancio il più alto aumento di radiazioni è, come anticipato, il Lazio, con il 235,8%.

Accordo Mit-Aiscat: proroga riduzioni dei pedaggi autostradali per motociclisti

Prorogata la riduzione sul pedaggio di tutte le tratte autostradali per i motocicli con targa titolari di telepedaggio. La norma era entrata in vigore il primo agosto 2017 per favorire l’utilizzo dell’autostrada. La firma è avvenuta il 24 gennaio scorso al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con Aiscat – Associazione Italiana Società Concessionarie e Trafori – e la proroga è stata attuata con le stesse modalità dello scorso anno.

La tariffazione prevede uno sconto del 30% per i motociclisti che hanno il permesso di transitare in autostrada e sono possessori di un contratto di telepedaggio, in particolare Telepass Moto.
La riduzione è  in vigore in modo retroattivo dal 1° gennaio 2018 e sarà valida fino al 30 giugno 2018, quando verrà effettuata la verifica dell’impatto della misura, come già avvenuto lo scorso dicembre dopo la prova sperimentale.

Il Ministro Graziano Delrio ha confermato quanto dichiarato a suo tempo: “La riduzione per i motocicli in autostrada è giusta e supera un’anomalia unica ormai in Europa, portando i conducenti a scegliere un modo di viaggiare più sicuro (…). La mancata distinzione tra auto e moto era una particolarità tutta italiana, una ingiustizia che andava superata, una modifica giustamente richiesta a gran voce da molti protagonisti, tra cui associazioni di categoria e di motociclisti, per ottimizzare l’uso dell’autostrada”.

Anche il Vice Ministro Riccardo Nencini si era pronunciato a favore di questo provvedimento: “Soltanto l’anno scorso, in Mugello, la richiesta di ottenere tariffe agevolate per i motociclisti in autostrada e la sottoscrizione di trentamila firme. Una richiesta giusta, che sanerà un’anomalia italiana. Un lavoro importante, finalmente portato a compimento. Siamo soddisfatti”.

Da ricordare agli interessati, come precisato dal direttore generale di Aiscat, Massimo Schintu: “Soltanto per chi fa la domanda per il Telepass moto, anche se non immediatamente consegnato, verranno calcolati a sconto i pedaggi nel periodo a seguire”.

I motociclisti e gli scooteristi clienti del servizio Telepass Family dovranno naturalmente utilizzare lo specifico sistema di telepedaggio soltanto per il proprio veicolo a due ruote e verrà eseguita una verifica del corretto abbinamento del sistema di pagamento al mezzo utilizzato. La modulazione non sarà cumulabile con altri sconti, quale, per esempio, lo sconto pendolari. I clienti Telepass che avranno sottoscritto lo specifico modulo di adesione, riceveranno apposita comunicazione sulle modalità e le tempistiche di applicazione e di recupero dello sconto.

Secondo i dati della Motorizzazione, ad oggi i motocicli e gli scooter con targa che possono transitare in autostrada sono circa 5 milioni. I minori introiti di ogni concessionaria verranno rendicontati al Mit e verranno recuperati secondo quanto previsto dalle pattuizioni convenzionali. Le concessionarie sono inoltre impegnate nel fornire specifici servizi di informazione per i motociclisti che utilizzeranno le autostrade.

Nel 2017 i prezzi per l’assistenza dell’auto sono cresciuti meno dell’inflazione

Nell’anno 2017 i costi relativi alla manutenzione ed alla riparazione degli autoveicoli sono aumentati mediamente dell’1% rispetto al 2016. Si tratta di un dato che si evince dalle rilevazioni mensili dell’Istat dei prezzi al consumo elaborati dall’Osservatorio Autopromotec considerando la variazione dei prezzi e il peso dei diversi comparti dell’assistenza, i cui prezzi sono oggetto di rilevazione da parte dell’Istat. Continua la lettura di Nel 2017 i prezzi per l’assistenza dell’auto sono cresciuti meno dell’inflazione

Guidare un’auto ad alte prestazioni fa bene alla salute

Avreste mai detto che guidare un’auto sportiva fa bene alla salute? A quanto pare è proprio così perchè aiuta a stimolare l’adrenalinadei guidatori oltre a provocare soddisfazione emotiva ed un certo compiacimento. Come succede, ad esempio, quando si va sulle montagne russe. La similitudine tra l’esperienza di guida e quella vissuta all’interno di un parco divertimenti è rivelata da una recente ricerca commissionata dalla casa automobilistica americana Ford. Continua la lettura di Guidare un’auto ad alte prestazioni fa bene alla salute