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Assistenza auto: tendenza all’aumento delle attività di officina

L’Osservatorio Autopromotec ha elaborato nel mese di aprile i dati relativi all’assistenza delle auto nel nostro Paese, derivanti dal Barometro sul sentiment del settore.

Il Barometro è un nuovo strumento di analisi dell’Osservatorio Autopromotec che si propone di esaminare, sulla base di rilevazioni originali condotte in collaborazione con il Centro Studi Promotor, il sentiment di un campione rappresentativo di operatori che gestiscono officine di autoriparazione, con particolare riferimento all’andamento dell’attività di officina e al livello dei prezzi di officina.

Ciò che è emerso dallo studio è una tendenza all’aumento del volume di attività delle officine per i prossimi mesi. La differenza tra la percentuale di autoriparatori che si attendono un aumento del livello di attività e quella degli autoriparatori che si attendono una diminuzione è stata pari a +11 nel mese di aprile, ovvero ben dieci punti percentuali in più rispetto al valore registrato a marzo.
Gli autoriparatori prevedono questo aumento del lavoro in officina nel breve periodo probabilmente in ragione del fatto che arriveranno in laboratorio tutte le riparazioni e le manutenzioni rinviate nei mesi precedenti.

Dal quadro previsionale per ciò che riguarda invece il livello dei prezzi praticati dalle officine, emerge una tendenza alla diminuzione: esaminando i primi mesi del 2018, il mese di febbraio è stato quello con una diminuzione più marcata rispetto agli altri.
Anche con riferimento alla situazione di aprile, prevalgono ancora le indicazioni di diminuzione rispetto a quelle di aumento. Il saldo è di -16, lo stesso di marzo ed in calo di ben 4 punti percentuali rispetto a febbraio e addirittura 8 punti rispetto a gennaio.

Oltre alle tendenze di previsione, dal Barometro è possibile ovviamente visualizzare anche il quadro della situazione attuale. Per l’attività di autoriparazione, il saldo tra valutazioni positive e negative si attesta a quota -12, in linea con quello dei mesi precedenti e dunque in media gli operatori che ad aprile hanno indicato il livello di attività basso sono stati più di quelli che lo hanno indicato alto.

Andamento dei prezzi per l’assistenza auto in Italia

I dati ricavati dalle rilevazioni mensili dell’Istat dei prezzi al consumo, elaborati dall’Osservatorio Autopromotec sui costi dell’assistenza auto, evidenziano aumenti contenuti anche in questo primo bimestre 2018.

Quella sui costi dell’assistenza auto è una nuova branca dell’Osservatorio che ha l’obiettivo di fornire informazioni agli operatori e al pubblico sugli aspetti economici della manutenzione e della riparazione dei mezzi di trasporto.

Da 100 del 2015 a 102 del 2017: questo dato dimostra che in tre anni vi è stato un aumento di prezzi di soli due punti percentuali. A gennaio di quest’anno si è poi verificato un ulteriore incremento di 0,6 punti percentuali, diventato 0,8 a febbraio.

La voce di assistenza che registra il maggiore incremento è quella della manutenzione e riparazione di mezzi di trasporto privati: dopo l’aumento di 2,7 punti tra il 2015 e il 2017, i prezzi di questo comparto hanno segnato una nuova crescita a gennaio e febbraio 2018.

L’assistenza per mantenere in efficienza gli autoveicoli risulta invece più contenuta in termini di incremento delle tariffe.
I prezzi dei lubrificanti hanno registrato un aumento di 1 punto percentuale tra il 2015 e il 2017, passando da 100 a 101. Dopo un lieve incremento a gennaio, a febbraio è apparsa una lieve tendenza alla diminuzione.
Per quanto riguarda i pezzi di ricambio e accessori, nel 2017 i prezzi sono aumentati di circa un punto, ma a gennaio vi è stata un’ulteriore crescita di 0,3 punti percentuali, diventata 0,4 a febbraio.

L’unico comparto di assistenza che ha registrato una diminuzione dei prezzi di -0,3 punti nel biennio 2015-2017, è stato quello dei pneumatici. I prezzi sono lievemente cresciuti a gennaio, salvo poi tornare a calare a febbraio.

Nel complesso, la crescita dei prezzi dell’assistenza auto nell’arco di tempo considerato – dal 2015 ai primi due mesi del 2018 – è stata superiore rispetto all’incremento generale dei prezzi al consumo.

Inoltre, l’andamento dei prezzi è diverso per l’acquisto di automobili nuove piuttosto che usate.
I prezzi delle auto nuove hanno avuto un aumento di 1,5 punti percentuali tra il 2015 e il 2017, per crescere ancora a gennaio 2018, mentre a febbraio la situazione è rimasta invariata.
Per la auto usate invece, la tendenza è una graduale diminuzione: a gennaio 2018 i prezzi erano più bassi di 4,3 punti rispetto al 2015 e a febbraio continuano a diminuire (-4,7 punti).

Entro il 2030 nel mondo circoleranno 164 milioni di auto elettriche

Il numero di veicoli elettrici che saranno in circolazione nei principali mercati automobilistici mondiali (Cina, Europa e Stati Uniti) entro il 2030, raggiungerà i 164 milioni di unità, aumentando i volumi di oltre 65 volte rispetto i 2,5 milioni del 2017.

Questi dati sono stati elaborati dall’Osservatorio Autopromotec sulla base di uno studio realizzato dalle società di consulenza internazionale PwC, che ha analizzato l’andamento del mercato automobilistico nei prossimi anni guardando soprattutto alle principali tendenze di medio-lungo periodo: mobilità elettrica, connettività, guida autonoma.

La Cina è attualmente la prima al mondo in quanto a diffusione di auto elettriche, con 1,2 milioni di unità circolanti lo scorso anno, ma si prevede che entro il 2030 rafforzerà notevolmente la propria leadership mondiale arrivando a quota 73,7 milioni.

Dietro la Cina, seguiranno Europa e Stati Uniti, con rispettivamente 45,4 e 45 milioni di veicoli circolanti.
Anche per questo motivo, la vettura elettrica è sempre più al centro delle attenzioni dei player del settore, come dimostrano i continui e consistenti investimenti, nonché le rapide evoluzioni tecnologiche e le direttive Europee e mondiali dedicate al tema del contenimento delle emissioni.

Come sottolinea l’Osservatorio Autopromotec, la transizione richiederà un grosso sforzo da parte dei nuovi fornitori di infrastrutture di ricarica, dei governi chiamati a esercitare la funzione di regolamentazione, di definizione degli standard e di incentivazione, nonché dell’industria automobilistica, già impegnata nel migliorare l’autonomia dei veicoli e in generale nello sviluppare auto e batterie dalle prestazioni sempre migliori.
A corollario diventa sempre più importante la formazione, vista anche nell’ottica di nuove opportunità di lavoro per le nuove generazioni.

Il mondo dell’autoriparazione, infatti, sarà fortemente interessato alla rivoluzione dell’auto elettrica, poiché in aggiunta alle conoscenze fondamentali sull’elettrotecnica e sulla funzionalità dei veicoli elettrici, gli autoriparatori devono essere formati e informati anche sulle misure di sicurezza e protettive da adottare negli interventi a contatto o in prossimità con parti sotto tensione.

La manutenzione ordinaria e straordinaria di un’auto elettrica, rispetto ad una vettura con motore termico, richiede un’attenzione particolare: per sua conformazione, un veicolo elettrico non prevede la sostituzione di candele, iniettori o filtri, nello specifico dell’aria, del combustibile e dell’olio lubrificante, né deve essere sottoposto a test sulle emissioni inquinanti. Gli interventi si concentrano invece sulla verifica dell’efficienza delle batterie (elemento fondamentale per il funzionamento del veicolo), delle centraline e di altre componenti (inverter, motori elettrici, ecc.).

Dunque, con la diffusione di massa dell’auto elettrica, compito dell’autoriparatore del domani sarà quello di puntare su una specializzazione sempre maggiore, acquisendo competenze nuove e investendo in tecnologia e formazione per assicurare un servizio di post vendita efficace e di qualità.

Di questi temi, ma non solo, se ne parlerà diffusamente in occasione di Autopromotec Conference, in programma dal 13 al 14 giugno presso l’Unipol Arena di Casalecchio di Reno (BO).

Osservatorio Autopromotec: nel 2017 spesi 2,95 miliardi per le revisioni auto

L’Osservatorio Autopromotec, struttura di ricerca specializzata nell’aftermarket automobilistico, ha elaborato una stima basata sui dati ISTAT e su quelli forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sul denaro speso dagli italiani nel 2017 per le revisioni auto.

La cifra che ne è risultata è 2,95 miliardi di euro, ovvero il 2,8% in più rispetto all’anno precedente, quando gli italiani avevano speso 2,86 miliardi di euro per far revisionare le loro auto.
Tale cifra comprende il pagamento della tariffa per le revisioni, che ammonta a 950,9 milioni di euro (+1,90% rispetto al 2016) e il costo per le operazioni di pre-revisione – le eventuali riparazioni necessarie per far sì che i veicoli superino i controlli – che ammonta a 1.997,3 milioni di euro (+3,2%).

L’aumento della spesa è dovuto all’incremento dell’1,9% del numero di autoveicoli chiamati a revisione, che è passato dai 13.949.808 del 2016 ai 14.217.864 nel 2017. Per quanto riguarda le pre-revisioni, la spesa è cresciuta anche in relazione all’aumento dell’1,3% dei prezzi di manutenzione e riparazione, come emerge dagli indici ISTAT presi in esame dall’Osservatorio.

Come previsto dall’articolo 80 del Codice della Strada (comma 3 e 4) è obbligatorio sottoporre il proprio mezzo a revisione dopo quattro anni dalla prima immatricolazione e, successivamente, entro due anni dal controllo precedente. Ciò è valido per autovetture, autocaravan, motocicli, ciclomotori, autoveicoli adibiti al trasporto o a uso speciale di peso complessivo non superiore ai 3.500 Kg.
Mentre per le autovetture adibite al servizio di taxi, noleggio con conducente, autoveicoli utilizzati per il trasporto e i rimorchi di peso superiore ai 3.500 Kg, gli autobus, le ambulanze e i veicoli atipici (ad esempio, le auto d’epoca), le scadenze per le revisioni sono annuali.

La revisione è un obbligo previsto dalla legge, ma è anche uno strumento fondamentale di controllo che garantisce che i veicoli che circolano sulle strade siano idonei in termini di sicurezza, livello di emissioni inquinanti e rumorosità. Nello specifico, la revisione comporta, oltre al controllo delle targhe e del numero di telaio per l’identificazione dei veicoli, una verifica accurata anche dello stato generale della carrozzeria, del campo di visibilità (parabrezza, specchietti retrovisori, vetri laterali, lunotto e tergicristalli), delle luci, del circuito elettrico, dei pneumatici, assi e sospensioni.

Le altre verifiche effettuate sono il fissaggio del sedile del conducente, della batteria, la funzionalità di freni, airbag, sterzo, volante, cintura di sicurezza e avvisatori acustici. Gli ultimi controlli riguardano inoltre le condizioni dell’impianto dei gas di scarico e dei sistemi di aerazione, riscaldamento e antiappannamento, e la verifica della presenza del kit di sicurezza obbligatorio da tenere in auto (triangolo e giubbetto di segnalazione).

La revisione del proprio mezzo può essere effettuata presso la Motorizzazione Civile o presso le officine autorizzate del Ministero dei Trasporti.

Italiani preoccupati per ambiente, rumore, traffico e difficoltà di parcheggio

Secondo l’elaborazione dell’Osservatorio Promotec su dati Istat, nel 2014 il 36,9% delle famiglie italiane si è dichiarato preoccupato per il problema del traffico, il 35,2% per le difficoltà di parcheggio, il 34,4% per l’inquinamento dell’aria ed il 30,6% per il rumore. Continua la lettura di Italiani preoccupati per ambiente, rumore, traffico e difficoltà di parcheggio

Automobili, meno revisioni ma più spesa

Secondo quanto rilevato da un’elaborazione eseguita dall’Osservatorio Autopromotec su dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è in calo il numero delle revisioni di automobili in Italia. Nel primo semestre del 2014, infatti, sono state 7.156.329 le auto portate a revisione con una flessione dell’1,4% rispetto allo stesso periodo del 2013. Continua la lettura di Automobili, meno revisioni ma più spesa